Cosa cambia dal 10 agosto 2026
Dal 10 agosto 2026 cambia uno degli elementi più importanti di una pagina prodotto Amazon: il modo in cui vengono organizzate e visualizzate le informazioni principali del listing.
Amazon sta progressivamente separando il tradizionale titolo prodotto in due aree distinte: Item name e Item Highlights.
Non si tratta soltanto di una modifica grafica. Per seller, vendor e brand che utilizzano Amazon come canale strategico, il cambiamento introduce un nuovo modo di ragionare sull’ottimizzazione del catalogo, sulla leggibilità delle pagine prodotto e, soprattutto, sulla SEO interna ad Amazon.
Amazon ha confermato che, a partire dal 10 agosto 2026, gli Item Highlights vengono mostrati sotto l’Item name sia su desktop sia su mobile.
Il limite complessivo delle informazioni principali rimane di 200 caratteri, ma viene suddiviso tra Item name (fino a 75 caratteri) e Item Highlights (fino a 125 caratteri).
Amazon raccomanda inoltre di mantenere il nome del brand nell’Item name e di distribuire le altre informazioni rilevanti tra titolo e Item Highlights. Questa divisione modifica inevitabilmente il modo in cui dovrebbe essere costruito un listing.
Gli Item Highlights influenzano la SEO Amazon?
Sì: Amazon ha dichiarato che sia Item name sia Item Highlights vengono utilizzati come input per la ricerca e la discoverability.
Amazon specifica inoltre che uno dei due campi non viene automaticamente privilegiato rispetto all’altro. Questo punto è fondamentale: la riduzione della lunghezza del titolo non significa necessariamente perdere spazio SEO. Significa piuttosto distribuire meglio le informazioni semantiche del prodotto.
Per i brand diventa necessario distinguere tra le informazioni necessarie per catturare immediatamente l’attenzione dell’utente e quelle necessarie per descrivere correttamente il prodotto ad Amazon.
Come dovrebbe essere costruito un titolo Amazon nel 2026
La logica dovrebbe essere molto più selettiva rispetto al passato. Un buon Item name dovrebbe rispondere immediatamente a quattro domande: chi produce il prodotto, che cos’è, qual è la caratteristica principale e qual è la variante rilevante.
In altre parole, il titolo dovrebbe diventare meno simile a una sequenza di keyword e più vicino a una descrizione sintetica e comprensibile.
Esempio
Un titolo precedente potrebbe essere: “Brand X Crema Viso Idratante Acido Ialuronico Pelle Secca 50 ml Crema Anti Age Donna Idratazione Profonda”.
Con la nuova struttura avrebbe più senso utilizzare come Item name “Brand X Crema Viso Idratante all’Acido Ialuronico 50 ml” e come Item Highlights “Per pelle secca · Idratazione profonda · Formula anti-age · Uso quotidiano”.
Il prodotto rimane semanticamente ricco, ma la lettura migliora drasticamente.
Amazon sta usando l’AI anche per modificare i listing
Dal 27 luglio 2026 Amazon ha iniziato a generare raccomandazioni sui listing non conformi utilizzando le informazioni già presenti nei titoli.
Per i brand owner è prevista una finestra di 14 giorni nella quale revisionare, modificare o approvare le modifiche generate dall’AI prima della loro applicazione.
È un segnale importante della direzione intrapresa dalla piattaforma: Amazon sta cercando progressivamente di standardizzare il catalogo attraverso sistemi automatici e modelli generativi. La qualità dei dati di catalogo diventa quindi ancora più importante.
Keyword stuffing: una strategia sempre meno sostenibile
Per anni una parte della SEO Amazon si è basata sul principio di inserire quante più keyword possibili all’interno del titolo. Questa logica sta diventando progressivamente meno efficace.
Amazon dispone oggi di una quantità enorme di segnali per comprendere un prodotto: titolo, bullet point, attributi, backend keyword, categoria, comportamento degli utenti, conversion rate, recensioni, query di ricerca e informazioni strutturate del catalogo.
Con l’arrivo di strumenti AI come Rufus e delle nuove esperienze di shopping conversazionale, è ragionevole aspettarsi che la comprensione semantica del prodotto diventi sempre più importante rispetto alla semplice presenza di una keyword esatta. La SEO Amazon deve quindi evolvere da keyword optimization a product information optimization.
Cosa dovrebbero fare seller e brand
Dal punto di vista operativo, il cambio di struttura impone un lavoro di revisione e riallocazione delle informazioni. L’obiettivo non è “accorciare” il titolo, ma ridistribuire la semantica tra i due campi in modo leggibile per l’utente e utile per Amazon.
- Individuare i prodotti con titoli troppo lunghi o poco leggibili.
- Verificare la corretta presenza del brand.
- Identificare gli attributi realmente decisivi per la ricerca.
- Spostare le informazioni secondarie negli Item Highlights.
- Controllare le modifiche suggerite automaticamente da Amazon.
- Verificare attributi, backend keyword e informazioni strutturate del catalogo.
Amazon SEO sta cambiando
Questo aggiornamento è interessante perché rappresenta un cambiamento più ampio. Amazon sta progressivamente passando da un marketplace costruito principalmente intorno alla ricerca per keyword a un ecosistema nel quale algoritmi e sistemi AI cercano di comprendere direttamente prodotti, bisogni e intenzioni degli utenti.
Il listing non è più soltanto una pagina di vendita. È una struttura di dati attraverso cui Amazon deve capire che cosa stiamo vendendo, a chi può interessare, per quale necessità e rispetto a quali prodotti rappresenta un’alternativa.
Ed è probabilmente questa la direzione verso cui si sta spostando la nuova SEO Amazon.

