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Dal 12 agosto 2026 la compliance ambientale diventa operativa su Amazon Italia

Dal 12 agosto 2026 il tema della compliance ambientale è diventato ancora più rilevante per le aziende che vendono prodotti imballati attraverso Amazon.

Il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, conosciuto come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), è diventato applicabile nell’Unione Europea.

Per molti seller questo significa confrontarsi direttamente con un’altra sigla ormai sempre più presente in Seller Central: EPR, Extended Producer Responsibility, ovvero Responsabilità Estesa del Produttore.

Non si tratta di un aggiornamento formale. La mancata gestione degli obblighi può arrivare ad avere conseguenze anche sulla continuità delle offerte Amazon.

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Cos’è il PPWR

Il Regolamento UE 2025/40 introduce un quadro europeo più uniforme relativo alla gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio.

Il regolamento è entrato in vigore l’11 febbraio 2025 ed è applicabile dal 12 agosto 2026.

Gli obiettivi della normativa comprendono la riduzione dei rifiuti di imballaggio, una maggiore riciclabilità, la responsabilizzazione dei soggetti che immettono packaging sul mercato e la progressiva armonizzazione degli obblighi tra i diversi Stati membri.

Per chi opera su marketplace internazionali come Amazon, il tema diventa particolarmente delicato perché la vendita cross-border può generare obblighi differenti a seconda dei Paesi nei quali il prodotto viene commercializzato.

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Che cos’è l’EPR

EPR significa Extended Producer Responsibility. Il principio è relativamente semplice: chi immette determinati prodotti o imballaggi sul mercato deve contribuire anche alla gestione del loro fine vita.

Il concetto di “produttore”, però, non coincide necessariamente con chi materialmente fabbrica il prodotto. A seconda della normativa e della struttura commerciale, il soggetto responsabile può essere l’azienda che immette per prima un determinato prodotto o packaging in uno specifico mercato.

Per questo motivo uno dei primi errori da evitare è pensare: “Io sono solo un reseller, quindi l’EPR non mi riguarda”. La corretta attribuzione della responsabilità deve essere valutata sulla base della filiera e del mercato di destinazione.

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Cosa sta chiedendo Amazon ai venditori italiani

Nelle comunicazioni pubblicate attraverso Seller Central, Amazon ha indicato che dal 12 agosto 2026 i nuovi requisiti EPR riguardano anche i venditori di imballaggi e prodotti imballati in Italia.

Amazon richiede ai soggetti interessati di fornire un numero di registrazione EPR, o ERN, all’interno di Seller Central.

La piattaforma ha inoltre comunicato che l’assenza delle informazioni richieste può generare conseguenze sulla possibilità di continuare a vendere determinate offerte. Questo rende la compliance non soltanto un tema amministrativo, ma un vero tema operativo Amazon.

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Che cos’è l’ERN Amazon

ERN significa EPR Registration Number. È il numero attraverso cui Amazon può verificare che il soggetto interessato abbia effettuato la registrazione prevista per una determinata categoria EPR.

All’interno di Seller Central, la gestione può essere effettuata attraverso le sezioni dedicate alla conformità normativa e alla Responsabilità Estesa del Produttore.

È importante però comprendere un principio: inserire un numero in Seller Central non equivale automaticamente a essere compliant. La compliance deriva dal corretto adempimento degli obblighi previsti dalla normativa applicabile. Amazon rappresenta il marketplace che verifica determinate informazioni necessarie per consentire la vendita.

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Seller, reseller e private label: chi deve registrarsi?

Questo è probabilmente uno dei punti più delicati. La risposta non può essere determinata semplicemente osservando chi vende il prodotto su Amazon. Bisogna ricostruire la filiera.

Brand owner e private label: un’azienda che commercializza prodotti con il proprio marchio e immette direttamente l’imballaggio sul mercato può facilmente trovarsi nella posizione di soggetto responsabile.

Rivenditore: un reseller che acquista prodotti già immessi correttamente sul mercato può trovarsi in una situazione differente. Ma se vende cross-border o introduce il prodotto per la prima volta in un determinato Stato, l’analisi può cambiare.

Produttore per conto terzi: un’azienda può produrre fisicamente un prodotto senza essere necessariamente il soggetto che lo immette commercialmente sul mercato con il proprio brand.

Per questo è fondamentale distinguere tra produzione fisica, titolarità del brand, importazione, distribuzione e prima immissione sul mercato.

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Cosa rischia un seller non conforme

Dal punto di vista Amazon il rischio più evidente è operativo. Le comunicazioni della piattaforma hanno indicato la possibilità di sospensioni o limitazioni delle offerte in caso di mancata presentazione delle informazioni EPR richieste.

Ma il rischio non riguarda soltanto Amazon. La normativa ambientale è indipendente dal marketplace. Essere autorizzati tecnicamente a vendere su Amazon non significa necessariamente essere compliant dal punto di vista normativo.

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Una checklist EPR per chi vende su Amazon

Sul piano pratico, la gestione EPR richiede un approccio strutturato: mappare mercati, filiera e categorie coinvolte, poi costruire un processo ricorrente (non “una tantum”) di registrazione, dichiarazione e contributi.

  1. Verificare in quali Paesi si vende realmente.
  2. Capire chi immette per primo il prodotto o l’imballaggio sul mercato.
  3. Identificare quali categorie EPR interessano i prodotti.
  4. Verificare se sono necessarie registrazioni specifiche.
  5. Controllare che gli ERN richiesti siano stati caricati correttamente in Seller Central.
  6. Predisporre un processo per dichiarazioni e contributi periodici.
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Compliance Amazon: da problema amministrativo a problema di business

Negli ultimi anni Amazon ha progressivamente integrato all’interno di Seller Central controlli relativi a GPSR, EPR, batterie, sicurezza prodotto e responsabilità degli operatori economici.

Per i brand questo cambia radicalmente il significato della gestione marketplace. Non è più sufficiente occuparsi di advertising, catalogo, prezzi e logistica.

La marketplace compliance sta diventando parte integrante dell’Amazon management. Un prodotto può avere una domanda forte, un ottimo conversion rate e campagne advertising profittevoli. Ma se la struttura normativa che ne permette la vendita non è correttamente gestita, tutto il resto diventa secondario.

Per questo motivo, nel 2026, compliance e marketplace operations devono essere considerate parte della stessa strategia Amazon.